L’incontro è stato fissato sotto le stelle, alle 21, presso la sede della memoria qui a Lampedusa, ospiti quindi di Nino Taranto e la sua “Associazione Storica”.  

Tredici persone per riflettere sui temi che il presidente ha illustrato con maestria.

Il cambiamento in corso che si osserva e si percepisce anche dalle più piccole cose, l’importanza di un luogo d’incontro da dove trasmettere coscienza della memoria, il valore assoluto della biodiversità e del diverso,  la sempre più crescente attenzione ai problemi di quest’isola che sa come stupire ogni giorno il suo visitatore. Così come il ricordo dei moniti passati e la necessità della salvaguardia del patrimonio naturale; la lenta ma, oggi, appresa consapevolezza da parte di chi ci vive dell’importanza di un turismo veramente sostenibile, le molte iniziative ormai in cucina, e la rilettura di quelle già proposte in passato tra cui  Università prestigiose e il grande Diderot.

Appena abbozzato il progetto Nomad (cioè “libero”). Un idea semplice ma efficace che punta proprio a creare una rete sinergica tra tutte le risorse naturali dell’isola e le capacità degli uomini che hanno passione in quello che fanno. Il progetto intende anche stimolare il concetto di ospitalità che gli Antichi greci chiamavano ξενία, xenía. 

Il rispetto, quindi, del padrone di casa verso gli ospiti; il rispetto dell’ospite verso il padrone di casa; la consegna finale di un “dono” all’ospite da parte del padrone di casa.

Il tutto si integra quasi per magia in un progetto che nasce proprio per “condividere” e “crescere” in una comunità di “diversi”.